Musica che senti o musica che pensi?

Cosa ti avvicina alla musica? Per quanto mi riguarda mi sono avvicinata alla musica dei Saint Motel per caso. Come per puro caso sono successe molte cose nell’ultimo anno in particolare legate a questa band adorabile. Non so voi, ma a me è capitato di ascoltare My Type, pezzo ormai più che noto dei nostri quattro californiani, passatomi al tempo da un amico. Stavo uscendo da una fase musicale un po’ particolare poiché ero appunto alla ricerca di qualcosa di nuovo, diverso, sorprendente! E vi dirò che a primo impatto l’immagine della band, più che i suoni naturalmente, mi fece storcere un po’ il naso. Chissà per quale motivo e chi lo avrebbe mai detto che invece mi sarei appassionata a loro così tanto. Tuttavia più ascoltavo il pezzo e più me ne innamoravo, più guardavo il video più l’atmosfera anni ’70 mi affascinava terribilmente. Per altro sono sempre stata una ”nostalgica delle epoche mai vissute”, quindi potete immaginare il mix di emozioni che si accendevano in me. Sì perché la musica è vita, non oso immaginare una vita priva di musica in che miseria emozionale possa scivolare, uno di quei vortici di cui probabilmente non vedi il fondo. Fortunatamente non è il mio caso, e tornando ai Saint Motel posso dire che in breve tempo ho avuto il desiderio di conoscere a fondo le loro canzoni, i loro testi, e il perché di tante curiosità. Ad esempio, dove accidenti trovano tutte quelle camicie strampalate? Ne voglio qualcuna anche io! 😀 E comunque, in un panorama italiano, dove gran parte* della musica indie rispecchia la nostra società (e qui non mi soffermo), la freschezza e l’originalità dei Saint Motel mi ha sollevato da un clima musicalmente politicizzato, superficiale, cupo, complicato e pieno di grida. Le grida comunque sono il meno, anzi gridate ogni tanto che a tenere nella pancia troppe cose si rischia l’indigestione. Fatto sta che la loro musica è ben distante da un atmosfera cervellotica e pesante che ho invece incontrato l’inverno passato in alcuni live di varie band che si sono esibite nella mia città. Sia ben chiaro che ognuno può e deve suonare quello che vuole, io a modo mio penso che la musica deve essere scritta col cuore prima che con il cervello.

*include naturalmente delle eccezioni

3 thoughts on “Musica che senti o musica che pensi?

      1. Se ti va, poi fammi sapere come l’hai trovato. Se invece non dovessi più sentirti, per me avertelo fatto scoprire è già una grandissima soddisfazione. Grazie a te per la risposta! 🙂

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